la quintessenza dell'essere povero

23 settembre 2007
Ore : 15:02

https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19918265&postID=7611239388301604997

Ora, metto come al solito le mani aventi. Del mio blogghetto non me ne fotte un cazzo, ce l'ho solo per sfizio. quindi di aver perso la stima di due minus habens come raf e massimo, e quindi le loro visite, non ci soffro. Ma il loro discorso mi permette di compiere qualche riflessione:
  1. Il pompino a vicenda. Questi due tizi rifiutano d'ora in poi di leggere questa pagina, perchè essa contiene contenuti contenenti idee a loro non piacevoli. DIAVOLO! quando la trovo io, la frequento più di tutte le altre, al fine di instaurare sane verifiche e sani confronti. Magari ne uscirò con le ossa rotte, magari l'altro è molto preparato e e mi batterà sul filo della ragione, magari è un idiotone che non è capace di cambiare idea. Ma mi sarò divertito. Perchè loro invece rifiutano in cotal maniera il confronto? Perchè fuggono da chi non li sostiene? Paura? O forse è solo incapacità di guardare al di là del proprio naso, incapacità di mettersi a creare dialoghi veramente costruttivi e non distrutivi (l'editoriale del TG2 non è privo di senso).
  2. Il nemico è cattivo e stupido. Mentre tra di loro si fanno le coccole, quello che si sussurrano dopo il coito è: "hai visto che cattivo è louisona*? Invece noi due ci vogliamo bene e continueremo ad amarci. Non importa se il tuo blog è solo il solito copincollaggio di altri articoli presi da indymedia, nè se il mio è il solito blog da idiota che diventerà uno scrittore pagando la casa editrice, è inutile il confronto con altri. vuoi mica mettere che maturiamo e diventiamo adulti come lui, vero?"
  3. Stefano Benni è letto, come volevasi dimostrare, solo dagli idioti [e da quelli che non sanno chi è e poi lo scoprono]
  4. Il pompino a vicenda si può utilizzare commercialemnte: guardate quel Nicola Andreucci. Probabilemente non scrive neanche falsità, non è neanche malaccio, ma pur di vendere, è costretto a farsi pubblicità tra coloro che sicuramente lo compreranno. Lobotomizzati funzionali. NICOLA! TI COMPRO TUTTO ANCHE IO!!!
  5. Rispondere alle questioni poste è un optional. ogni frase può seguire un filo logico tutto suo, le risposte sono sottoposte al vagli oattento della fantasia, non della logica.

Perchè continuo a scornarmi con gente così? Ah sì, perchè così il furbo lo sembro io

http://raffablog.blogspot.com <-- qualcuno gli risponda al suo secondo post, quello sui debiti.

http://nonhodormitomai.myblog.com <-- ridetene pure.

*perchè storpiare i nomi è molto maturo e genera amicizia incontrollata.

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Comments for la quintessenza dell'essere povero
Questo commento è stato eliminato dall'autore.

per la verità potevi anche tacere.
Non sei alla ricerca di consensi culturalfilosoffici, tant'è che critichi chi usa metafore per spiegare la società. cerchi solo l'urlo incondizionato di un vaffanculo. Tra l'altro ho visto finalemente il video del v-day: che manica di poveracci, chissà se sono mai entrati in una sede di partito.

Poi io volevo discutere sul v-day, non su quelle cazzatelle da populista che possono piacere ad un fan di Grillo.

inutile parlare...ciao

ahahahhahahaha, ma quanto sei povero? sei arrivato a cancellare il tuo stesso post?

QUesto quello che Raf ha cancellato, forse vergognandosene: "Visto che sono stato chiamato in causa non posso non rispondere. Sarebbe inelegante, perciò cercherò di chiarire un pò di concetti. Ho smesso di frequentare il blog semplicemente perchè non mi sembra che sia costruttivo parlare con persone che diano del minus habens per aver smesso appunto, di frequentare la pagina, del fuggitivo, del pauroso. mi parlano di nemici, confronti e di pompini a vicenda.
La cosa che più mi fa arrabbiare è l'essere additato come uno che svicola davanti ai discorsi, che se non la pensi come me vai affanculo eccc...addittato come un poveraccio in cerca di consensi culturalfilosofici.
Caro Louis, il pretesto da me usato per abbandonare la tua pagina era un pretesto scherzoso, irriverente. La moratti riformista scolastica. Per il resto tu puoi essere non d'accordo con me in base alle tue opinioni e viceversa, ma quando mi hai chiesto dei dati certi per verificare quello che ti esponevo hai fatto orecchie da mercante...ti chiesi una mail alla quale mandale una mezza tonnellata di scartoffie ufficiali...ma farsi un'opinione sulle notizie che scrive il giornale o la repubblica e ascoltando il tg1 non lo metto in dubbio, è senz'altro più comodo e piacevole, per lo meno ogni tanto passa qualche culo...se volete possiamo anche farci i pompini a vicenda discutendo sulla franzoni...visto che i discorsi basati sul nulla vi piacciono. Le opinioni, quelle mie perlomeno, si formano leggendo dati e null'altro...volete discutere sulla tav? discutiamo sui dati del progetto, non sul bisogno emozionale di averla o meno, volete discutere sul progetto del ponte di messina? idem...volete prendere per il culo grillo e le persone che lo sostengono? analizziamo dati, le proposte e le idee promosse...facciamolo sulla mia pagina però...così...per parcondicio...vi aspetto tutti sul raffablog, per nuove esilaranti avventure...ciau "

si sono poverissimo, puoi aiutarmi? non credo sia il caso di portare avanti la discussione quindi potresti cancellare pure tutto visto che hai deciso che mi vergogno potresti usare questo come scusa, e in più ti liberi il blog dai commenti di un poveraccio...

no, mi fan sembrare più intelligente.

Diosanto Louis, perchè continui a dare corda a questa gente? Poi finisce che si credono davvero persone importanti, addirittura in grado di formulare un pensiero. Mi chiedo coma cacchio facciano a tenere un blog senza nemmeno avere ilpollice opponibile.

Ps "*perchè storpiare i nomi è molto maturo e genera amicizia incontrollata".
Detto da uno che vive su asphalto sembra il bue cha dà del cornuto all'asino

Ho mai storpiao il tuo nome?

Poi io volevo discutere sul v-day, non su quelle cazzatelle da populista che possono piacere ad un fan di Grillo.

Dai discutiamo sul v-day...

l'abbiamo già fatto, e Cacciari mi ha dato ragione.

O almeno, io ho già argomentato, tu no.

ah cacciari...ah hai già argomentato...ah già, sei tu il più intelligente. qui sotto qualcosa su cui discutere:

1. PROPOSTE PER L’ENERGIA E I TRASPORTI
L’efficienza con cui si usa l’energia in Italia è molto bassa.
Almeno la metà dei consumi è costituita da sprechi che si possono evitare utilizzando
tecnologie economicamente mature. Riducendo gli sprechi e aumentando l’efficienza non
soltanto si ottiene la massima riduzione possibile delle emissioni di CO2 a parità di
investimenti, ma in misura direttamente proporzionale si riducono le importazioni di fonti
fossili e i risparmi che si ottengono consentono di pagare gli investimenti senza ricorrere a
finanziamenti pubblici.

La crescita dell’efficienza e la riduzione degli sprechi costituiscono anche il pre-requisito
per lo sviluppo delle fonti rinnovabili che, allo stato attuale, costano di più e rendono meno
delle fonti fossili. Solo se si riducono gli sprechi e si accresce l’efficienza il loro contributo
alla soddisfazione del fabbisogno energetico diventa significativo e si recuperano i capitali
necessari a sostenerne i costi.

Il consumo delle fonti fossili che importiamo si suddivide in tre grandi voci pressoché
equivalenti:

- il riscaldamento degli ambienti;

- la produzione termoelettrica;

- i trasporti.


1.1 IL RISCALDAMENTO DEGLI AMBIENTI

Se fosse applicata rigorosamente la legge 10/91, per riscaldare gli edifici si
consumerebbero 14 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile
l’anno. In realtà se ne consumano di più.
Dal 2002 la legge tedesca, e più di recente la normativa in vigore nella Provincia di
Bolzano, fissano a 7 litri di gasolio al metro quadrato calpestabile l’anno il consumo
massimo consentito nel riscaldamento di ambienti.
La metà del consumo medio italiano.

Utilizzando l’etichettatura in vigore negli elettrodomestici, nella Provincia di Bolzano questo
livello corrisponde alla classe C, mentre alla classe B corrisponde un consumo non
superiore a 5 litri di gasolio, o metri cubi di metano, e alla classe A un consumo non
superiore a 3 litri di gasolio, al metro quadrato l’anno.

Nel riscaldamento degli ambienti, una politica energetica finalizzata alla riduzione delle
emissioni di CO2, anche per evitare le sanzioni economiche previste dal trattato di Kyoto
nei confronti dei Paesi inadempienti, deve articolarsi nei seguenti punti:

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- applicazione immediata della normativa, già prevista dalla legge 10/91 e prescritta dalla
direttiva europea 76/93, sulla certificazione energetica degli edifici;

- definizione della classe C della provincia di Bolzano come livello massimo di consumi per
la concessione delle licenze edilizie relative sia alle nuove costruzioni, sia alle
ristrutturazioni di edifici esistenti;

- riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi energetici del patrimonio
edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziarie per gli inadempienti;

- agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per i contratti di
ristrutturazione energetica col metodo “ESCO” (Energy Service COmpany), ovvero
effettuate a spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio economico che se ne ricava;

- elaborazione di una normativa sul pagamento a consumo dell’energia termica nei
condomini, come previsto dalla direttiva europea 76/93, già applicata da altri paesi
europei.


1.2 LA PRODUZIONE TERMOELETTRICA

Il rendimento medio delle centrali termoelettriche dell’Enel si attesta intorno al 38 per
cento. Lo standard con cui si costruiscono le centrali di nuova generazione, i cicli
combinati, è del 55/60 per cento.
La co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, con utilizzo del calore nel luogo di
produzione e trasporto a distanza dell’energia elettrica, consente di utilizzare il potenziale
energetico del combustibile fino al 97 per cento. Le inefficienze e gli sprechi attuali nella
produzione termoelettrica non sono accettabili né tecnologicamente, né economicamente,
né moralmente, sia per gli effetti devastanti sull’Ambiente, sia perché accelerano
l’esaurimento delle risorse fossili, sia perché comportano un loro accaparramento da parte
dei Paesi ricchi a danno dei Paesi poveri. Non è accettabile di per sé togliere il necessario
a chi ne ha bisogno, ma, se poi si spreca, è inconcepibile.

Per accrescere l’offerta di energia elettrica non è necessario costruire nuove centrali, di
nessun tipo. La prima cosa da fare è accrescere l’efficienza e ridurre gli sprechi delle
centrali esistenti, accrescendo al contempo l’efficienza con cui l’energia prodotta viene
utilizzata dalle utenze (lampade, elettrodomestici, condizionatori e macchinari industriali).
Solo in seguito, se l’offerta di energia sarà ancora carente, si potrà decidere di costruire
nuovi impianti di generazione elettrica.

Nella produzione di energia elettrica e termica, una politica energetica finalizzata alla
riduzione delle emissioni di CO2 anche accrescendo l’offerta, deve articolarsi nei seguenti
punti:

- potenziamento e riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti;

- incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica con tecnologie che
utilizzano le fonti fossili nei modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia
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elettrica e calore, a partire dagli edifici più energivori: ospedali, centri commerciali,
industrie con processi che utilizzano calore tecnologico, centri sportivi ecc.;

- estensione della possibilità di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica anche agli
impianti di microcogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW;

- incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le fonti
rinnovabili e alla microcogenerazione diffusa la normativa del conto energia, vincolandola
ai chilowattora riversati in rete nelle ore di punta ed escludendo i chilowattora prodotti nelle
ore vuote;

- applicazione rigorosa della normativa prevista dai decreti sui certificati di efficienza
energetica, anche in considerazione dell’incentivazione alla produzione di energia elettrica
da fonti rinnovabili che essi comportano;

- eliminazione degli incentivi previsti dal Cip 6 alla combustione dei rifiuti in base al loro
inserimento, privo di fondamento tecnico-scientifico, tra le fonti rinnovabili;

- legalizzazione e incentivazione della produzione di biocombustibili, vincolando
all’incremento della sostanza organica nei suoli le produzioni agricole finalizzate a ciò;

- incentivazione della produzione distribuita di energia termica con fonti rinnovabili, in
particolare le biomasse vergini, in piccoli impianti finalizzati all’autoconsumo, con un
controllo rigoroso del legno proveniente da raccolte differenziate ed escludendo dagli
incentivi la distribuzione a distanza del calore per la sua inefficienza e il suo impatto
ambientale;

- incentivazione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti
organici.


1.3 I TRASPORTI

Nel settore dei trasporti occorre intervenire sia a livello tecnico, incentivando lo sviluppo di
mezzi di trasporto più efficienti e meno inquinanti, sia a livello organizzativo, favorendo lo
sviluppo dei mezzi di trasporto pubblici e disincentivando l’uso dei mezzi privati soprattutto
nelle aree urbane fortemente congestionate.

In relazione agli aspetti tecnici, una forte riduzione delle emissioni di CO2 degli autoveicoli
si può ottenere seguendo quattro indirizzi:

- l’aumento dell’efficienza degli autoveicoli alimentati da motori termici, incentivando la
ricerca e l’innovazione finalizzate ad accrescere significativamente il numero dei chilometri
percorsi per litro di carburante;

- l’incentivazione alla produzione di automezzi con motori alimentati da biocombustibili:
biodiesel e bioetanolo;

- lo sviluppo di forme di trazione alternative ai motori termici: motori elettrici e ibridi;
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- l’incentivazione di autoveicoli con motori alimentati a metano, per l’abbattimento
immediato delle emissioni inquinanti che consentono di ottenere il potenziamento della
rete di distribuzione del metano su strade e autostrade.

In relazione alla mobilità urbana occorre disincentivare l’uso dei mezzi privati e favorire la
diffusione di forme di mobilità alternative. A tal fine occorre:

- sviluppare reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana;

- introdurre una tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un solo
occupante a bordo;

- potenziare i mezzi pubblici a uso collettivo e i mezzi pubblici a uso individuale (car
sharing), meglio se con motori elettrici alimentati da reti e non da batterie.

Una versione più interessante, versatile e flessibile dei filobus tradizionali,
improvvidamente abbandonati negli scorsi decenni, si può realizzare posizionando reti di
cavi elettrici protetti sull’asfalto stradale. In questo modo si possono alimentare non solo
mezzi di trasporto pubblici collettivi, ma anche flotte di automobili pubbliche a uso
individuale con pagamento al consumo mediante scheda elettronica prepagata. L’effetto
combinato di queste misure tecniche e organizzative può consentire di porre limitazioni
sempre più rigorose al traffico privato accelerando al contempo la velocità degli
spostamenti e ricostruendo la possibilità di realizzare la funzione «da porta a porta», che
nelle aree urbane le automobili hanno ormai perso da tempo.

A partire da queste premesse acquisiscono un’utilità effettiva in termini di riduzione dei
consumi di fonti fossili e di impatto ambientale, tutte le innovazioni tecnologiche finalizzate
a ridurre le emissioni inquinanti delle automobili e ad accrescere il numero dei chilometri
percorsi per litro di carburante.


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2. PROPOSTE PER LA SANITA’


L'Italia è uno dei pochi paesi al mondo che può vantare un sistema sanitario pubblico ad
accesso universale: secondo l’OMS il nostro sistema è il secondo al mondo in una scala di
qualità. Tuttavia, negli ultimi anni, due fatti stanno minando alle basi l'universalità e
l'omogeneità del Servizio Sanitario Nazionale: la devolution, che affida alle Regioni
l’assistenza sanitaria e il suo finanziamento, e rischia così di accentuare le differenze
territoriali; e l'enfasi sulla sanità privata, che sottrae risorse e talenti al pubblico. Da un
decennio, inoltre, per usare in maniera più efficiente le risorse e per superare le clientele
dei vecchi comitati di gestione delle USL, si è puntato ad organizzare la sanità come
un’azienda. Questa impostazione ha portato spesso a far prevalere gli obiettivi economici
rispetto a quelli di salute e di qualità dei servizi.
Ecco le proposte per migliorare il servizio sanitario emerse dalle primarie dei cittadini:


2.1 GRATUITA' DELLE CURE ED EQUITA' DI ACCESSO

- Garantire che l’accesso alle prestazioni essenziali del Servizio Sanitario Nazionale
continui a essere universale e gratuito, cioè finanziato con le imposte regionali. Il criterio
principale per decidere quali cure e farmaci debbano restare gratuiti per tutti è la prova
della loro reale efficacia terapeutica, stabilita attraverso rigorosi metodi scientifici, e per
qualsivoglia tipo di medicina. I ticket (compartecipazione alla spesa) proporzionali al
reddito per le prestazioni non essenziali possono essere uno strumento utile per integrare
il finanziamento pubblico, e per continuare a garantire la completa gratuità alle fasce di
reddito medio-basse.

- Monitorare gli effetti della devolution sull’equità d’accesso regionale alle prestazioni e ai
servizi e adattare gli investimenti per strutture, tecnologie e ricerca alle disparità regionali
per garantire sempre un livello adeguato di assistenza.


2.2 FARMACI

- Promuovere l’uso di farmaci generici e fuori brevetto, equivalenti e meno costosi rispetto
ai farmaci “di marca” (che peraltro in Italia costano spesso di più che in molti altri paesi) e
più sicuri rispetto ai prodotti di recente approvazione. I medici dovrebbero prescrivere i
principi attivi invece che le marche delle singole specialità, come avviene in Gran
Bretagna, e il farmacista dovrebbe consegnare il farmaco meno caro, a meno che il
paziente non ne richieda espressamente un altro.

- Avviare un programma di educazione sanitaria indipendente rivolta alla popolazione sul
corretto uso dei farmaci, sui loro rischi e benefici.



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2.3 SALUTE COME INFORMAZIONE

- Attuare una politica sanitaria nazionale di tipo culturale, fondata sull’informazione e la
comunicazione sociale, che miri a promuovere stili di vita salutari, scelte di consumo il più
possibile consapevoli ed adeguate e a sviluppare l’autogestione della salute (operando sui
fattori di rischio e di protezione delle malattie) e l’automedicazione semplice. Informare
adeguatamente sui pregi della prevenzione primaria (alimentazione sana, attività fisica,
astensione dal fumo) e sui limiti della prevenzione secondaria (screening, diagnosi
precoce, medicina predittiva), ridimensionandone la portata, perché spesso risponde a
logiche commerciali e di medicalizzazione più che a genuini obiettivi di salute pubblica.

- Allestire un sistema di misurazione della qualità degli interventi negli ospedali (tassi di
successo, mortalità, volume dei casi trattati ecc.) rendendoli anche di pubblico dominio, in
modo da dare una reale possibilità di scelta informata ai cittadini e innescando
contemporaneamente dei processi correttivi nei centri con i risultati peggiori.


2.4 SALUTE DELLA DONNA

- Registrare in Italia la RU-486 (pillola abortiva), senza nascondersi dietro il paravento di
una sperimentazione che non ha senso, visto che la sostanza viene già utilizzata in tutta
sicurezza da milioni di donne in quasi tutti i paesi europei.

- Considerata l'offensiva contro i consultori familiari, è opportuno invece investire su di
essi, favorendone una gestione laica, rispettosa della volontà della donna su un tema
tanto doloroso e delicato quale è l'interruzione della gravidanza.


2.5 MEDICI

- Proibire gli incentivi economici agli informatori “scientifici” sulle vendite dei farmaci e
perseguire, anche con nuove leggi, gli episodi di corruzione dei medici.

- Separare le carriere dei medici pubblici e privati, cioè non consentire a un medico che
lavora in strutture pubbliche di operare anche nel privato, facendo concorrenza al sistema
pubblico. Ma perché questa “separazione delle carriere” non si traduca in una fuga dei
medici dal pubblico verso il più lucroso privato, occorre incentivare adeguatamente la
permanenza nel pubblico, legandola al merito, e porre tetti massimi alle tariffe richieste in
sede privata.

- Introdurre criteri di trasparenza e di merito nella promozione dei primari, in modo che le
carriere non siano influenzate da parentele e appartenenza politica.

- Svincolare la formazione professionale dei medici dalle influenze degli sponsor
industriali, e lavorare anche sullo sviluppo di competenze comunicative, relazionali ed
empatiche.

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2.6 ORGANIZZAZIONE

- Valutare sistematicamente le liste di attesa e rendere pubblici online i risultati ai cittadini,
per un orientamento più informato.

- Istituire in tutte le regioni centri unici di prenotazione, con possibilità di prenotare anche
via web.

- Sottoporre le convenzioni con le strutture private a stringente verifica prima di ogni
rinnovo.

- Limitare lo strapotere dei direttori generali nelle ASL e negli ospedali, reintroducendo i
Consigli di amministrazione, evitando però di tornare alle quote partitiche.


2.7 ERRORI MEDICI

Consentire una maggiore trasparenza nella comunicazione e nell'accertamento degli errori
in sanità, facendo in modo che vi siano giusti risarcimenti. Messa in atto di programmi
all'interno degli ospedali di rilevazione "anonima" degli errori (in modo tale da evitare la
loro ripetizione).


2.8 LOTTA AL DOLORE

Allineare l’Italia agli altri Paesi europei e alle direttive dell’Organizzazione Mondiale della
Sanità (OMS) nella lotta al dolore. In particolare eliminare gli ostacoli culturali e burocratici
all’uso degli oppiacei (morfina e simili). Un caso esemplare del sottotrattamento del dolore
è quello dei tumori. Nonostante siano pubblicate e note linee guida per la gestione del
dolore oncologico (tra cui quelle dell’OMS), e siano disponibili trattamenti efficaci nel 70-
90% dei casi, un gran numero di pazienti malati di cancro (in alcuni casi fino al 40%) sono
“sotto curati”. La causa più frequente è una scarsa conoscenza dei farmaci oppiacei, il cui
consumo in Italia è tuttora, nonostante alcuni piccoli miglioramenti, tra i più bassi d’Europa.

2.9 RICERCA

- Dare la possibilità di destinare l'8 per mille alla ricerca medico-scientifica.

- Finanziare la ricerca indipendente attingendo anche ai fondi ora destinati alla ricerca
militare che è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni.

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- Promuovere e finanziare ricerche sugli effetti sulla salute, in particolare legate alle
disuguaglianze sociali e all’inquinamento ambientale dando priorità ai ricercatori
indipendenti.

- Promuovere la ricerca sulle malattie rare, che per la mancanza di redditività non viene
sovvenzionata dalle case farmaceutiche.

- Introdurre, sulla base delle raccomandazioni dell’OMS, a livello di Governo centrale e
regionale la valutazione dell’impatto sanitario delle politiche pubbliche, in particolare di
quelle che concernono i settori dei trasporti, dell’urbanistica, dell’ambiente, del lavoro e
dell’educazione.

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3. PROPOSTE PER L’INFORMAZIONE


L’informazione è uno dei fondamenti della democrazia e della sopravvivenza individuale.
Se il controllo dell’informazione è concentrato in pochi attori, inevitabilmente si
manifestano derive antidemocratiche. Se l’informazione ha come riferimenti i soggetti
economici e non il cittadino, gli interessi delle multinazionali e dei gruppi di potere
economico prevalgono sugli interessi del singolo.

L’informazione quindi è alla base di qualunque altra area di interesse sociale: energia,
economia, istruzione, sanità.

Il cittadino non informato o disinformato non può decidere, non può scegliere. Assume un
ruolo di consumatore e di elettore passivo, escluso dalle scelte che lo riguardano.


Le proposte:

- cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano;

- eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche;

- nessun canale televisivo con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza
da alcun soggetto privato, ma deve esserci un azionariato diffuso con proprietà massima
del 2%;

- nessun quotidiano con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da
alcun soggetto privato, ma deve esserci un azionariato diffuso con proprietà massima del
2%;

- vendita ad azionariato diffuso, con proprietà massima del 2%, di due canali televisivi
pubblici;

- un solo canale televisivo pubblico, senza pubblicità, informativo e culturale, indipendente
dai partiti;

;
- abolizione della legge Gasparri

- copertura completa dell’ADSL a livello di territorio nazionale;

- statalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da
Telecom Italia, e l’impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi
competitivi ad ogni operatore telefonico;

- introduzione dei ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso alla Rete;

- eliminazione del canone telefonico per l’allacciamento alla rete fissa;

- allineamento immediato delle tariffe di connessione a Internet e telefoniche a quelle
europee;
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- tetto nazionale massimo del 5% per le società di raccolta pubblicitaria facenti capo a un
singolo riferimento economico;

- riduzione del tempo di decorrenza della proprietà intellettuale a 20 anni;

- abolizione della legge Urbani sul copyright;

- abolizione del digitale terrestre e restituzione degli investimenti sostenuti dallo Stato da
parte dei soggetti economici privati coinvolti.

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4. PROPOSTE PER L’ECONOMIA


Un’economia sana deve avere una strategia di lungo termine, decenni, secoli, che ne
consenta lo sviluppo e disporre di regole che ne permettano l’attuazione ed il controllo.
Strategia e regole sono due temi che vanno indirizzati insieme.

4.1 STRATEGIA


La nostra economia è basata sul petrolio, ma in tempi più o meno brevi ne dovremo fare a
meno, e insieme al petrolio dovremo rinunciare per sempre all’economia degli sprechi,
delle mega opere, dei trasporti su scala mondiale di beni già disponibili sul territorio, come
l’acqua e il cibo, i maglioni e gli utensili.
L’economia dovrà essere sostenibile, e quindi basarsi su fonti rinnovabili, che dovranno
essere incoraggiate e diffuse con politiche fiscali premianti.
Le imprese senza impatto ambientale dovranno avere una forte riduzione fiscale che
dovrà essere compensata con un pari aumento per le aziende che producono danni
all’ambiente.


4.2 REGOLE

- Introduzione della class action;

- Abolizione delle scatole cinesi in Borsa;

- Abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di
società quotate;

- Introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società
quotate;

- Abolizione della legge Biagi;

- Evitare lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente
mercato interno (es. zuccherifici);

- Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale;

- Responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle
eventuali perdite;

- Impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa
società se questa si è resa responsabile di gravi reati (come è avvenuto per la Banca
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Popolare Italiana, in cui due consiglieri della gestione Fiorani sono stati confermati nel
nuovo consiglio: Castellotti e Olmo);

- Impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (come è avvenuto a suo tempo per
Telecom Italia);

- Tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle aziende con
partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato;

- Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, Eni, Enel,
Ferrovie dello Stato;

- Allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri
Paesi europei;

- Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato, sia con il taglio
degli sprechi, sia con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino
l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari;

- Ampliare il mandato delle Authority, cambiare i loro attuali vertici ed inserire regole sulla
concorrenza trasparenti e chiare per i cittadini. Obbligo di rendere pubbliche sui principali
media, giornali, radio e televisioni, le motivazioni di condanna del comportamento delle
aziende eventualmente condannate;

- Vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (es. Scaroni all’Eni) come
amministratori in aziende aventi come riferimento lo Stato o quotate.
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5. LE LETTERE DEI POLITICI
5.1 Sanità. Antonio Di Pietro
http://www.beppegrillo.it/2006/03/primarie_dei_ci_6.html

“Caro Beppe,

rispondo alle tue Proposte per la Sanità.
Accesso gratuito al Servizio Sanitario Nazionale. Il mio obiettivo e dell’Italia dei Valori è
l'abolizione di ogni forma di contribuzione diretta (ticket) da parte dei cittadini. Questo è il
risultato ultimo da raggiungere, ma é chiaro che per realizzare tutto ciò dovremo fare i
conti con le casse svuotate dello Stato. Non so quindi se sarà possibile recuperare da
subito le risorse per realizzare questo impegno, ma é certo che nel frattempo si dovrà
prevedere una partecipazione diretta dei cittadini proporzionale alle possibilità di ognuno.

Promozione all'uso di farmaci generici, proibizione di incentivi economici sulle vendite agli
informatori "scientifici" e rafforzamento dei controlli volti ad impedire ogni forma di
possibile corruzione nell'ambito medico: su questo punto sono assolutamente d'accordo.
Intorno alla salute il giro di affari e interessi ha raggiunto quote stratosferiche, è quindi
imperativo vigilare sul comportamento delle lobby farmaceutiche.

Separazione delle carriere dei medici tra pubblico e privato. La questione non é di così
facile soluzione. Il precedente governo di centrosinistra aveva cercato di affrontarla,
ottenendo una soluzione intermedia: la regolamentazione dell'attività professionale privata
all'interno della struttura pubblica.
Ed é solo così che i migliori professionisti possono continuare ad esercitare nelle strutture
pubbliche, quindi a disposizione di tutti e non solamente nelle esclusive cliniche private,
appannaggio di pochi. Inoltre con questo sistema, lo Stato può ricevere un guadagno
dall'attività privata del medico.
Quello che fa un professionista, avvocato o medico che sia, dopo il suo orario di lavoro,
non dovrebbe riguardare lo Stato. Ma é certo che si deve impedire che attività pubbliche e
private entrino in conflitto tra loro e che i fondi destinati alla struttura pubblica vengano
dirottati su quella privata. Per rendersi conto degli aberranti abusi a cui si é arrivati in
questo settore, basta guardare l'ultimo film/inchiesta di Bianchi e Nerazzini "La mafia é
bianca" sulla situazione della sanità in Sicilia.

Valutazione sistematica delle liste di attesa, pubblicità on line dei risultati. Siamo
assolutamente concordi con questa proposta. Le modalità tecniche per realizzarla
andranno definite, ma questo problema é stato ripreso esplicitamente nel programma
dell'Unione, che parla di : "scandalo della sanità a due velocità[.....] uno dei punti più
odiosi" dell'attuale sistema sanitario nazionale dove "oggi un malato non é libero di
scegliere tra sistema pubblico e privato, ma é costretto (aggiungo io, se può
permetterselo!), a pagare privatamente le prestazioni[...], per i tempi lunghissimi nelle lista
di attesa".

Lotta al dolore. Sono pienamente d'accordo sulla necessità, ormai non più rinviabile, di
prevedere tutte le misure necessarie a rimuovere gli ostacoli, burocratici ed amministrativi,
all'uso di tutte quelle sostanze necessarie alla terapia del dolore. Purtroppo il nostro Paese
soffre ancora di un ritardo culturale, retaggio di una superata tradizione cattolica, che di
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fatto ha condizionato l'atteggiamento dei nostri medici rispetto alla sofferenza del paziente.
Ogni reparto, soprattutto quelli pediatrici, dovrebbe a mio avviso prevedere la figura di un
medico dedito esclusivamente alla terapia del dolore, attento cioè alla qualità della vita dei
pazienti, come già avviene in altri Paesi europei.

Attuazione di una politica sanitaria nazionale di tipo culturale, il sostegno alla ricerca sugli
effetti sulla salute delle disuguaglianze sociali e inquinamento ambientale, la valutazione
dell'impatto sanitario delle politiche pubbliche, così come il monitoraggio dei perversi effetti
della "devolution" sull'equità e le disparità regionali: tutti punti assolutamente condivisibili
che già rientrano sostanzialmente nel programma dell'Unione.
Italia dei Valori, infatti, insieme agli altri partiti di centrosinistra, si propone esplicitamente
di "promuovere l'obiettivo di "valutazione di impatto salute" a cui subordinare la coerenza
di tutti i provvedimenti di politica economica, a livello nazionale ed europeo".

Grazie per l’ospitalità!”

Antonio Di Pietro
5.2 Energia. Fausto Bertinotti
http://www.beppegrillo.it/2006/01/primarie_dei_ci_2.html

"Caro Beppe,

permettimi di ringraziarti pubblicamente per le iniziative che da anni ti vedono promotore e
per l'interesse che le stesse suscitano tra le cittadine e i cittadini.
Tu, fammelo dire, richiami ciascuno di noi alla quotidianità, ai suoi problemi, alle sue
contraddizioni.
E da te giungono proposte concrete su argomenti altrettanto concreti cui occorre dare
risposte immediate e certe, arrivando al coinvolgimento di tutte e tutti noi.
E' qui, per quanto ci riguarda come Partito della Rifondazione Comunista e come forza di
sinistra impegnata nella ricerca di "un altro mondo possibile", che da te proviene il
sostegno ad un'idea innovativa che si sta diffondendo nella società: quella della
partecipazione e del coinvolgimento democratici e popolari alle decisioni che riguardano la
vita della collettività, la politica, l'economia, il fare concreto di ogni giorno.
Tu parli di primarie dei cittadini e io ti dico che questa è una strada per dare un segno di
grande discontinuità con il passato, la strada per dare voce a tutte e tutti, la strada per
cambiare davvero in direzione della più ampia condivisione e partecipazione
democratiche.
Sempre siamo stati favorevoli, e sempre lo saremo, ad ogni forma, la più allargata
possibile, di democrazia partecipata.
E veniamo all'energia. Dalle pagine del tuo sito, caro Beppe, proponi non soltanto punti di
programma altamente dettagliati e condivisibili, ma sostieni anche elementi di forte
discontinuità tanto attesa rispetto alle politiche del passato. E questo a mio giudizio è uno
degli elementi che più caratterizzano le proposte di Rifondazione Comunista tanto in tema
di energia, quanto sugli altri versanti.
E per questo le tue proposte vanno sostenute ed incoraggiate. Senza dilungarmi
ulteriormente, su pochi aspetti vorrei soffermare l'attenzione di chi ci legge: energia pulita,
risparmio energetico, tutela e rispetto del territorio, qualità della vita di cittadine e cittadini,
trasporti pubblici efficienti, non inquinanti e a servizio di tutte e tutti.
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Secondo, quanto anche da noi sostenuto, che può esistere un altro modello di sviluppo ed
un altro modello di vita.
Certo che insieme ci impegneremo per dare sostegno e forza a questi progetti, ti invio i
miei più cordiali saluti".

Fausto Bertinotti
5.3 Energia. Antonio Di Pietro
http://www.beppegrillo.it/2006/01/primarie_dei_ci_1.html

"Caro Beppe,

leggendo il tuo blog e dopo attenta riflessione, ho deciso di aderire con molto piacere alla
tua iniziativa “primarie dei cittadini” e per questo non solo ti confermo l’appoggio di Italia
dei Valori alle tue iniziative, ma ti mando anche un piccolo contributo che spiega la nostra
posizione sulle fonti alternative e la questione energia, un argomento che merita i primi
posti dell'agenda politica.
L’energia è necessaria per vivere e per lo sviluppo economico, sia in Italia che a livello
mondiale. E' la soluzione a gran parte dei problemi che affliggono i paesi del terzo mondo.
Energia elettrica vuol dire infatti frigoriferi in cui conservare non solo cibo, ma i farmaci
(uno dei principali problemi sanitari africani), pompe elettriche per estrarre l’acqua e
depurarla, generatori per fare funzionare gli ospedali, e cosi' via.
Allora la domanda è: come produrla? Utilizzando carbone? Metano? Nucleare? E poi: in
che modo tutelare l'ambiente dal conseguente inquinamento?
Fino ad ora abbiamo assistito ad una contrapposizione dura tra energia e ambiente, quasi
un duello mortale: le modalità di produzione di energia distruggono l'ambiente. La tutela ad
oltranza dell'ambiente impedisce la soluzione a problemi vitali per milioni di vite umane.
Ultimamente però, e fortunatamente, la scienza e la conoscenza ci offrono soluzioni
diverse.
Occorre, in sostanza, puntare decisamente sulle fonti rinnovabili, soprattutto le cosiddette
“nuove rinnovabili”, quali il fotovoltaico, il solare termodinamico, l’eolico, le biomasse, il
piccolo idroelettrico, l’energia mareale e maremotrice, tenendo anche conto delle “vecchie
rinnovabili” come il “grande idroelettrico” e la geotermia (in cui l’Italia è particolarmente
sviluppata).
Le fonti rinnovabili saranno in futuro non solo una grande risorsa ambientale ma anche
una grande risorsa economica, quando la produzione del petrolio dovrà necessariamente
diminuire per scarsità di prodotto, giacché a forza di pompare petrolio dalle viscere della
terra, prima o poi ineluttabilmente finirà (secondo il Dipartimento dell’Energia USA - ciò
avverrà presto).
Inoltre per il momento, sarà necessario indirizzare gli sforzi e gli investimenti verso
l'utilizzo della cogenerazione di elettricità e calore, e delle centrali elettriche a gas naturale
(il metano) che permettono di avere i maggiori rendimenti.
Sullo sfondo di tutte proposte, occorrerà sicuramente prestare la massima attenzione a
quella economia basata sull’idrogeno.
L’idrogeno infatti, soprattutto se generato dalle fonti rinnovabili, potrà risolvere molti
problemi del futuro: dallo “stoccaggio” delle stesse fonti rinnovabili (ovviando con ciò al
problema della loro intermittenza), ai trasporti che potranno così, tramite i motori elettrici
ed ibridi, abbattere le pericolose emissioni inquinanti.
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In questa ottica è molto importante anche la ricerca di base, soprattutto nel campo delle
nanotecnologie applicate, ad esempio, alle fonti rinnovabili, principalmente il fotovoltaico
che sfrutta una risorsa, il sole, di cui l’Italia è ricca.
Quindi il programma di Governo dovrà contenere chiari investimenti in tal senso.
Queste nuove tecnologie applicate, muoveranno necessariamente le molte e sofisticate
leve dell’economia, producendo molti nuovi posti di lavoro e quindi reddito e nel contempo
salvando il pianeta dalla catastrofe ambientale, dall’inevitabile esaurimento delle limitate
risorse naturali.
Solo così, con pazienza e con tenacia, potremmo trasformare il vincolo ambientale in una
vera opportunità di sviluppo."

Antonio Di Pietro
5.4 Energia. Alfonso Pecoraro Scanio
http://www.beppegrillo.it/2006/01/post_7.html

"Caro Beppe,

dopo averne parlato con l’esecutivo nazionale, ti scrivo per comunicare l’adesione formale
dei Verdi all’iniziativa “primarie dei cittadini” ed alle tue proposte per l’energia che,
d’altronde, coincidono perfettamente con le nostre tesi ed il nostro programma. Ci
impegneremo affinché l’Unione le accolga e le inserisca nel proprio programma di governo
nella misura maggiore possibile. Il Sole che Ride è già impegnato, in tutte le
amministrazioni locali e regionali in cui è presente, ad incentivare il risparmio e l’efficienza
energetica, lo sviluppo di fonti sicure, pulite e rinnovabili e la mobilità sostenibile. Queste
sono da sempre nostre priorità."

Alfonso Pecoraro Scanio

5.5 Sanità. Marco Cappato
http://www.beppegrillo.it/2006/03/primarie_dei_ci_7.html

“Caro Grillo,

credo che, per la sanità, a ogni discorso di efficienza e di organizzazione vada premesso
un obiettivo di maggiore libertà e autonomia. Era la battaglia di Luca Coscioni e, come
segretario dell’associazione “per la libertà di ricerca scientifica” che porta il suo nome,
voglio riportare gli obiettivi sottoscritti da alcuni dei più importanti scienziati italiani e fatti
propri dalla Rosa nel Pugno:
- consentire, attraverso limiti e regole stringenti sul modello della Gran Bretagna, la ricerca
scientifica sulle cellule staminali embrionali finalizzata alla comprensione e alla cura di
malattie che colpiscono centinaia di milioni di persone nel mondo:
- consentire l’accesso alla fecondazione assistita e alla diagnosi preimpianto per le coppie
affette da malattie genetiche, oltre alla fecondazione assistita con seme esterno alla
coppia;
- garantire la libertà terapeutica, affidata al rapporto tra medico e paziente, nella effettiva
somministrazione di farmaci ampiamente testati e autorizzati in tutti i Paesi civili, ma
ostacolati (e in alcuni casi proibiti) nel nostro Paese, quali: pillola abortiva RU486,
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cannabis terapeutica,trattamenti farmacologici per i cittadini tossicodipendenti e oppioidi
per il trattamento del dolore;
- consentire autonomia e responsabilità individuale nelle scelte relative alla fine della vita,
innanzitutto per abbattere il fenomeno dell’eutanasia clandestina attraverso il rispetto della
volontà individuale liberamente e inequivocabilmente espressa, anche attraverso il
riconoscimento delle direttive anticipate di trattamento e forme di regolamentazione
dell’eutanasia sul modello olandese, belga, svizzero o secondo l'orientamento che sta
assumendo anche il parlamento britannico. […]I primi firmatari sono Elena Cattaneo,
Gilberto Corbellini, Giulio Cossu, Elisabetta Dejana, Cesare Galli, Piergiorgio Strata,
Antonino Forabosco, Demetrio Neri. Seguono le firme di 130 accademici.

A questi obiettivi voglio aggiungere tre campagne promosse e sostenute da Luca
Coscioni:
- “libertà di parola”: investimenti e iniziative di adeguamento normativo per mettere a
disposizione gratuitamente strumenti e tecnologie che aiutino i disabili nella
comunicazione e nell’acquisizione e produzione di informazioni;
- “libertà di lettura”: garantire la disponibilità dei libri in versione digitale per disabili e non
vedenti;
- “vita indipendente”: potenziare libertà di scelta basate sugli effettivi bisogni del disabile e
del malato e non sulle esigenze burocratiche degli enti erogatori dei servizi, favorendo una
progressiva de-medicalizzazione dei servizi al fine di rendere possibile il ricorso a fondi
assicurativi o bonus.
Come ultimo punto, trovo più che condivisibile l’obiettivo di attuare una politica sanitaria
fondata sull’informazione. In tutti i Paesi industrializzati è fortemente aumentata la spesa
volta ad aumentare la quantità di sanità, ma con effetti modesti in termini di salute
guadagnata. La spesa sanitaria varia tra il 7 e il 15% del PIL (dunque del 100%!)senza
che vi siano differenze in termini di salute (aspettativa di vita, mortalità…).

A questo proposito è bene ricordare anche che:
l’influenza positiva sulla salute non dipende solo dalla sanità (ospedali, farmaci,…), ma
anche e soprattutto da altri fattori (stile di vita, condizioni economiche, ambientali,
patrimonio genetico..) : un famoso modello (Dever, fine anni ’70) quantificò nell’ 11% circa
il peso della sanità sulla salute rispetto agli altri fattori!
molti studi hanno messo in luce l’uso ”distorto” di parte della sanità; un famoso studio
(Domenighetti, Canton Ticino) ha mostrato che i medici ricorrono ad interventi chirurgici su
di sé (o su i propri famigliari) con una frequenza metà di quella che suggeriscono ai loro
pazienti (solo se questi ultimi sono avvocati allora la frequenza coincide!). Altri studi hanno
evidenziato che un secondo parere medico conduce circa la metà delle volte a conclusioni
terapeutiche diverse.
Tutto ciò porta molti a ritenere che il vero deficit non è della spesa, ma dell’informazione a
disposizione dei cittadini. Sinora l’informazione è stata nelle mani esclusive degli operatori
(medici, corporazioni professionali e sindacali) che hanno perseguito più gli interessi della
sanità che quelli della salute. Solo recentemente, ad esempio, sta emergendo tutta la
problematica del rischio sanitario, cioè dei danni e dei morti dovuti ad errori medici e della
sanità. Studi specifici portano a stimare che in Italia ci siano tra i 15mila e i 50mila morti
per errori medici; quelli per le sole infezioni ospedaliere sono almeno 7000 l’anno (i morti
per incidenti stradali sono “solo” 5000 l’anno).
Grazie per l’ospitalità".

Marco Cappato
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5.6 Energia. Marco Pannella
http://www.beppegrillo.it/2006/02/primarie_dei_ci_5.html

“ Caro Grillo,

tu conosci quanto mi siano propri ispirazioni, obiettivi, urgenze che proponi e che tanta
presa di coscienza, di dibattito e di consenso stanno suscitando; a cominciare dalle fonti
rinnovabili per andare alla riduzione degli sprechi, al far tesoro della spazzatura che
sommerge e inquina il mondo, alla promozione ed alla tutela dei produttori indipendenti.
Scusami ma non ce l’ho fatta, con i casini nei quali sono stato impegnato, diciamo
totalmente, a scriverti prima sul tuo documento sulle risorse energetiche.
Comunque non tutti i mali vengono per nuocere, il documento è utile, prezioso, ma (mi)
urge anche “altro”.
Beppe, “quanto, cosa, come consumiamo – e produciamo” è il problema che con e grazie
a te si può sperare ora di affrontare; per tentare di tappare le falle aperte da decenni di
politiche energetiche sciagurate, dove il petrolio è stata la benzina della corruzione dei
partiti e degli Stati, della creazione e del mantenimento di dittature sanguinarie. Ma alla
base, all’origine di tutto, dobbiamo chiederci e sapere: tutto questo per chi è, di chi è?
Insomma “Quanti siamo?” “Energia”, per chi? Quanti? per 3, 6, 9, e via crescendo, miliardi
di “persone”, di consumatori?
Se il nazicomunismo cinese non avesse stabilito da generazioni di nazisticamente
impedire la natalità, sterminando con la forza dello Stato feti e neonati, e genitori
“colpevoli”, a che punto di già non saremmo?
Se non imbocchiamo subito la strada di un “rientro dolce” della popolazione del pianeta da
6 miliardi di persone più o meno alla metà nell’arco di 4 o 5 generazioni, di un secolo,
continueremo ad esser travolti dallo tsumani natalista, che ha visto alleati nei decenni
precedenti sia i poteri fondamentalisti clericali, Vaticano in testa, sia il Potere dell’Impero
sovietico e quelli fascisti, nazisti, totalitari di ogni tipo, che hanno imposto e impongono
all’umanità di procreare, di moltiplicarsi bestialmente, irresponsabilmente, condannando
centinaia di milioni di bambini a morire di fame, stenti, guerre…
Insomma, una energica, immediata politica demografica di “rientro dolce” mi appare come
coessenziale per realizzare politiche di risparmio energetico e di investimento sulle fonti
rinnovabili per il futuro del nostro paese il documento sulle risorse energetiche.
Lo ripeto: fascismo, nazismo, comunismo stalinista, fondamentalismi vaticani, talebani, e
quelli nazionalisti e razzisti hanno rilanciato in questi giorni dissennate politiche nataliste.
Oggi, in questi giorni, in Italia i programmi elettorali, i congressi dei partiti recitano un
dogma comune: la “difesa della famiglia”. E per “famiglia” intendono la riproduzione
continua, intensificata, statalmente incentivata, con milioni di mancia ad ogni bebé,
sovvenzioni e detassazioni alla famiglie più numerose… Non una voce si alza contro, a
parte i… soliti… Radicali? Rosa nel Pugno? Margherita e Udc, Mastella e Lega trainano
possenti, a rimorchio F.I. e in ginocchio perfino i DS, “Verdi” e Comunisti “distratti”.
La famiglia? Quale? Quali diritti sociali, “etici”, politici per i suoi “costitutori”, donne e
uomini di ogni latitudine, colore, opinione, religione? Beppe: anche tu hai l’età per
ricordare - siamo ancora in tanti - ma stiamo per essere travolti se gli “altri”, i “giovani” non
sanno: “Dio, Patria, Famiglia”. La “bomba” non è quella “nucleare”, se non in termini di
rischio, di pericolo. Ma la “bomba demografica” deflagra da più di un secolo e sul suo
cammino distrugge tutto: natura, umanità, pianeta, appesta il mondo e i suoi dintorni.
Lanciamo anche questo SOS, questo MayDay? Io sono pronto, da tempo a dare una
mano, e di più. Dai tempi del Club di Roma, quando proponemmo Aurelio Peccei (e chi
sarà mai?) a Presidente del Consiglio…
Ma che disastro quella genìa di sessuofobi, di assolutisti, di disperati, di blasfemi
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accumulatori di ori e di poteri, di impotenti e prepotenti, sbarcati, di nuovo, da una sponda
all’altra del Tevere, e che disperazione i potenti, prepotenti, impotenti di qui, che hanno
loro spalancato porte e portoni del Palazzo e delle loro storie, e coscienze!”

Marco Pannella

ora.
Io pensavo seriamente di cancellare questo tuo commento, a causa della sua lunghezza. Se un mio lettore casuale fosse veramente interessato a leggere le primarie dei cittadini [aka i fan di Grillo] se lo sarebbe letto per conto suo nel magnifico e ben tenuto blog del comico.
Tu invece hai ben pensato di copincollare tutto, anzichè, ad esempio, linkare.

Il bello è che ti ho accusato di essere un lobotomizzato funzionale [te e tutti i tuoi simili], tale da non essere in grado di riassumere le proprie idee se non utilizzando le parole scritte da chi le scrive per Grillo.

Tra l'altro cominci con l'energetica, e già mi stavo crocchiando le dita. Poi ho visto che hai pubblicato quasi integralemente le 22 stolidissime pagine di un raffazzonato megadisegno di legge, assimilabile ad un progetto di Pannella con inserti tecnici.

Ah, la parte energetica è fuffa pura, specie dopo che questo governo ha finalmente varato un Conto Energia coi controcoglioni.

E tutto ciò non ha toccato, ad ogni modo, la volgarità del v-day.

puoi pensare seriamente di "censurare" ciò che non grillo, ma quasi un milione di persone hanno proposto al governo. Questi argomenti sono quelli per i quali il v-day ha avuto luogo. Il copia incolla è dovuto al fatto che ti dà fastidio, e avendomi tu offeso dicendo che sul mio blog ero capace a fare solo copiaincollaggio non ho fatto altro che accontentarti.
dandomi del lobotomizzato a priori non fai altro che confermare quello che di te è emerso, al contrario di quello che vai sventolando non mi sembri tanto intelligente...al prossimo v-day, prova a portarle in piazza le tue ragioni del no.

spè spè spè: hai coscientemente postato 19 pagine di roba solo per dar fastidio? ma sei solo uno spammone, allora!

E ancora, guarda che tenere alla eleganza di un blog non vuol dire censurare, sai?

E ancora, perchè cazzo non rispondi a una sola delle mie questioni sollevate?

E ancora, che credi, che il numero mi faccia paura?
Ricorda che mentre 300.000 eran in piazza, 59.700.000 erano a esprimere il loro dissenso, mancando all'appuntamento della tua rockstar preferita.

Non è difficile radunare un milione di persone la domenica in piazza, spacie quando l'alternativa di questo milioncino è stare a casa a grattarsi le palle o ad autoincensarsi nel suo blog. Facendo pompini ai vicini

*Louis: Ho mai storpiao il tuo nome?

No, ma giorni fa hai difeso a spada tratta la sconfinata figosità di chi su quel sito ha questa abitudine media. Media nel senso di scuola media.
Eppoi checcazzo, qui sembro essere proprio l'unico che ti da manforte: non stiamo a fare come i capponi di Renzo, porcozzìo. Ci sono dei principi da difendere, perdinci.

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